Parma una tazza
di brodo, io sulla bici
un cappelletto.
Le piantine della Terapia Intensiva le ho annaffiate tutti i giorni, gli ho dato i fondi di caffé, gli parlavo, gli cantavo le canzoni e gli recitavo delle poesie.
Dopo un mese sono sempre secche ma è cresciuto un fungo.
L'ispettore Clouseau ha passato la mano a
Rob Brezsny.
non sono andata a San Michelino de' Gatti perché mi viene più comodo lunedì.
Ho l'impressione che le Moire siano andate in vacanza e abbiano lasciato la tessitura del mio destino in mano all'ispettore Clouseau.
Allora adesso invece di scrivere qualcosa, magari sviluppare il concetto, faccio una doccia, esco di casa e vado a San Michelino de' Gatti. (non gli stessi Gatti, come ho già avuto modo di spiegare ieri al sig. C.; mi sa briga riscrivere tutto da capo qui).
l'ultimo libretto delle giustificazioni me lo firmavo io, ovviamente, ed era tutta una sfilza di "indisposizione" e "motivi personali". non ho mai avuto l'inventiva e il coraggio che rendeva avvincente la lettura di certi librett altrui. allora diciamo che anche questa volta mi giustifico nel mio solito banale modo, assente per motivi personali, firmato: Ekatherine, III C.
torno presto, promesso, se no mi tocca anche portare il certificato medico.
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ps. le chiavi sono sotto il tappetino, basta che quanto torno mi fate trovare la casa in ordine e non molestate in nessun modo Gatto fantasma Non Numerato.
pps. mi piaceva anche "improrogabili impegni accademici", ma non sono neanche laureata specialistica, mi faccio ridere dietro.
- Gatto Uno e Gatto Due restano Gatto Uno e Gatto Due (bianchi, grigini, di notevole massa corporea)
- Gatto Tre (bianco con macchie rosse e nere) diventa Gatto Inattingibile a causa della sua collocazione geografica e delle sue abitudini sfuggenti.
- Gatto Quattro (bianco e nero) viene pertanto promosso a Gatto Tre.
- Fonti ben informate riferiscono di aver avvistato l'Ur-Gatto, che è uguale a Gatto Uno e Gatto Due ma invece di stare in cortile va a zonzo, ad ora tardissima, nella via P., qui di fianco.
- Qualsiasi cosa viva nell'armadio, ha imparato ad aprire il frigo ed ora quando non ci sono si mangia tutto lo speck, lascia lische di pesce sul pavimento e legge la mia copia di cuore di cane (ho trovato la copertina tutta graffiata dagli unghioni). La buona notizia è che finché mangia lo speck non si mangia me nel sonno.
Mi è caduto l'occhio sul dizionario che ho accumulato in un anno e mezzo di uso improprio del cellulare.
D'accordo sugli scalchi, i mostri di vario genere, gli aedi, gli aruspici e i palafrenieri, che vivono perlopiù nella mia immaginazione. Ma delle sciatrici e un cocker dove li ho mai incontrate? Chi portava il parrucchino? E quali vicende mi hanno portato ad ottundermi, liofilizzarmi, mummificarmi, cauterizzarmi, recludermi, deprimermi, avvoltolarmi, doparmi? O, vergognoso a dirsi, a recarmi all'esselunga?
(non c'entra niente, ma aiutatemi perché continuo a leggere CCCP sui fazzoletti di carta della coop)
In che contesto appariva il misterioso complemento di termine all'affettatrice?
Cosa sono dei cerretti? (un passato remoto?) Chi è Ponzò, con la lettera maiuscola?
Durante quale crisi mistica ho avuto a che fare con San Bartolomeo e San Cristoforo?
Ma soprattutto, quanto ero sbronza (o sbronzina, o sbronzona, o fracica, le altre varianti registrate; quanto alla gamma dei prodotti alcolici, è praticamente completa, con mojito, paulaner, limoncino, grappino, sgnapa, morellino, malvasia e daiquiri c'è persino la fortana, che non berrei neppure se costretta dagli ufi) quando ho scritto a chissà chi un messaggio contenente la parola esacerbare?
Ho sognato che tra me e Long John Silver, il vicino ex-pirata, c'era un'altra porta e ne uscivano per protestare due dei ricercatori del dip.
La causa della protesta era: avevo aperto la porta pensando che ci fosse un gattino che miagolava per entrare. invece era una ponga (un ratto) inseguito da Gatto Uno (una cosa che nella realtà non farebbe mai). Si creava molto trambusto in seguito al quale entravano in casa anche amici di qualcuno che gozzovigliavano e parlavano in dialetto, ridevano, io ridevo fingendo di capire e facevo anche la figura della cretina. Era veramente tardi, tra l'altro.
Io ero mortificata, perché pur non essendo responsabile del trambusto ne avrei pagato le maggiori e accademiche conseguenze, e di questo si rendevano conto i due chiarissimi, il più pelato dei quali per sdrammatizzare diceva: "tranquilla: il vero problema di questa casa è che non ci sono abbastanza alcolici"
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Nella realtà, invece, ho questo dilemma morale. Trovandomi negli Esotici Dintorni di Tomi, mi è capitato di fumare il narghilé, e adesso non so se tenere qui di fianco la scritta ex fumatrice o ricominciare daccapo il conto dei giorni di non tabagismo (nel caso, sarebbero domenica, lunedì, martedì e oggi).
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Informazione che gioverà senz'altro ai lettori: a quanto pare sarde, sardine, sardelle sono la stessa cosa.
"Sì, naturalmente sono un vero ranocchio, come lei stesso può vedere. Non sono né una metafora, né una citazione, né una decostruzione, né un prototipo, nessuna di queste cose complicate. Sono un ranocchio autentico. Vuole sentirmi gracidare?"
Murakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo, in Tutti i figli di dio danzano