Il patriarca Trevisanovič* mi ha incorniciato il quadro di Lenin Gobbetto seduto nel suo ufficio al cremlino (sono riuscita a leggere la didascalia), adesso la situazione è che: io devo decidere dove appenderlo (Lenin, non il patriarca), lui (il patriarca, non Lenin) deve mettermi a posto una cintura, e la signora Z. mi cucina le cotolette.
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*: perché nei simboli disponibili dell'editor di splinder ci sono tutti i caratteri ikea (Ø, þ, ð) ma non č e ž, e devo sempre fare copia e incolla per scrivere Trevisanovič e žanabestia, sapendomi ciò briga?
"Sì, naturalmente sono un vero ranocchio, come lei stesso può vedere. Non sono né una metafora, né una citazione, né una decostruzione, né un prototipo, nessuna di queste cose complicate. Sono un ranocchio autentico. Vuole sentirmi gracidare?"
Murakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo, in Tutti i figli di dio danzano