se il mezzo di soccorso medicalizzato si demedicalizzaste, vi demedicalizzareste voi?
è passata un'altra settimana e io sono stata assente perchè ho dovuto preparare l'esame su cocci e sassetti ellenici ed ellenistici, e quello su papaveri e papiri. è stato bello perchè, essendo alquanto agitata, di notte mi appariva l'efebo di mozia e mi parlava, giustamente, in distici elegiaci. però non mi ha mai detto dov'è Mozia (in effetti un buon epigramma non lo farebbe, credo), così sono arrivata alquanto impreparata all'esame e non ho scritto dov'è, o dov'era, Mozia. e visto che ho anche abbondato nell'ingerire peperoni, altri sogni erano più confusi, vi apparivano un aiace e achille che giocavano a dadi presso il porto di sparta dicendo tessera tessera tris, poi arrivava uno sceneggiatore ammerigano e gli diceva che dovevano morire tutti entro due o tre giorni se no non riusciva a chiudere la trama (sì, finalmente ho visto troy), ma veniva ucciso dai dardi di apollo con le sembianze di liv tyler. questo è destabilizzante per chiunque, dovete ammetterlo. mi sono quindi data al gutturnio di qualità scadente.
sono arrivata a lunedì mattina con la skoda in sciopero (d'altronde è una macchina comunista), e con mezzi di fortuna ho raggiunto il Luogo di Lavoro. Quivi apprenderò, tra pochissimo, il risultato delle elezioni.
"Sì, naturalmente sono un vero ranocchio, come lei stesso può vedere. Non sono né una metafora, né una citazione, né una decostruzione, né un prototipo, nessuna di queste cose complicate. Sono un ranocchio autentico. Vuole sentirmi gracidare?"
Murakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo, in Tutti i figli di dio danzano