Dannate Rane...!

venerdì, 06 novembre 2009

Dell'assenza di gatti, di mostri e di luce solare; oniromanzia e cetacei asburgici (post miscellaneo)

Neanche oggi ho voglia di scrivere del Gaio Minicio Valeriano perché qui è tutto grigio, non c'è il mare che dà una dignità a tutto questo spleen da grigio (qui al massimo ti viene voglia di reagire entrando in una trattoria e ordinando dell'arrosto) e non ci sono gatti, dentro l'armadio ci sono solo dei vestiti invernali, nessun cigolio, nessun segno di unghioni sul parquet (anche perché qui non c'è un parquet), niente sparizioni di speck, niente sardoni abbandonati in angoli remoti della casa.

L'unica cosa, ho sognato la neve, ora che ci penso ero a Vienna con la neve, nel vecchio ospedale (vicino c'è anche una Skodagaße), uscivo da una birreria, credo, ma avevo dimenticato gli stivali, un freddo.

Ho sognato anche che c'erano i delfini. Non a Vienna, però.

Poi, mi hanno detto, lontano da Vienna i delfini c'erano davvero.

(mi è venuto fuori un post molto più asburgico delle aspettative, il prossimo parlo di Las Spezia o dell'Egitto così bilanciamo)

scritto da: Ekatherine alle ore 16:02 | link | commenti (1)
categorie: mostri, habitat, skoda, gatti numerati, onirocritica, papairi
mercoledì, 04 novembre 2009

La ranocchia bisestile (2), varie ed eventuali

Secondo i più recenti calcoli, non sono spariti solo dieci giorni, ma tutto il mese di ottobre. Quindi, se qualcuno avesse visto il mio mese di ottobre 2009, le foglie gialle, le ultime giornate di sole, castagnate, ribolla, malinconiche passeggiate nei campi arati (se è stagione di campi arati, la è, vero?) eccetera, è pregato di mandare una mail. Grazie.

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Varie ed eventuali:

Prima varia ed eventuale: nonostante la misteriosa scomparsa del mese di ottobre, sono riuscita a registrare anche per quest'anno l'apparizione del batuffolo di nebbia primordiale, anche se stavolta non era più nella rotonda della COOP di collecchio, era in un campo vicino alla caserma dei pompieri.

Seconda varia ed eventuale: non mi viene più in mente, credo avesse a che fare con gli autobus.

Terza varia ed eventuale: l'altro giorno ho visto il gatto delle 6.30, quello che compariva sempre alle 6.30 in via H., che trotterellava in uscita da via H., però erano le 11.45, visibilmente ingrassato e un po' spelacchiato. Si registra inoltre l'apparizione di un gatto inedito (numero d'inventario 8) sul tetto di un edificio non proprio di fronte, comunque qui vicino.

scritto da: Ekatherine alle ore 15:55 | link | commenti (1)
categorie: insonnia, tesi, disservizio, @work, habitat, gatti numerati, papairi
sabato, 03 ottobre 2009

La dispersione delle tomache

Tomache, all'interno del ducato, sono i pomodori. Al di fuori dal ducato, invece,  mi si fa notare che non vuol dire niente, ma fa lo stesso: adesso anche voi sapete cosa sono per me le tomache.

Il fatto è che io adesso ho la febbre (non è influenza suina, credo, a meno che i due gatti non facciano parte del regno dei suini) e mi gira anche un po' la testa, perché al pomeriggio mi deterioro, e allora stavo pensando alla incredibile dispersione di tomache che c'è nel ducato perché i camion che portano le tomache alle numerose aziende di trasformazione della tomaca in derivati della tomaca, i camion, dicevo, sono pieni fino all'orlo di tomache e nelle rotonde le tomache escono e si disperdono al bordo della strada.

Va bene, questo era solo una parte di quello che volevo dire sulle tomache, però ora mi accascio sul divano.

scritto da: Ekatherine alle ore 16:40 | link | commenti (9)
categorie: disservizio, habitat, dialettofonia
venerdì, 04 settembre 2009

La gabbianessa, il gatto e le birre di Tomi

L'ennesimo appostamento di Gatto Due (alias Gatto Altro, alias Il Più Furbo Dei Due) alla Trigatta (alias Gatto Inattingibile perché sta sul tetto di fianco, che è più alto e dunque fuori dalla portata di Gatto Due), era una serata di vento forte, quel genere di vento che ulula alla finestre, provoca emicranie, fa seccare i salami appesi e fa cantare nina simone.

Rientravo, svolazzante e scapigliata, dal saccheggio di una cartoleria in via F., Gatto Altro era sul muro del giardino che saltava in tondo, gonfio come un colbacco da cerimonia, Trigatta lo guardava con sufficienza.

Uscivo, andavo a bere una birra, Gatto Altro era sparito, Trigatta anche.

Tornavo, andavo a letto, Gatto Altro era sicuramente da qualche parte a fare qualcosa, non mi preoccupavo, Trigatta men che meno.

Mi svegliavo, facevo colazione, sentivo del trambusto, in cortile c'era una gabbianella grande come i Gatti (presi singolarmente).

Poi mi disinteressavo della vicenda.

Poi uscivo sul ballatoio per altre cose, c'era la vicina e un fanciullo mai visto affacciati alla finestra del pianerottolo che guardavano qualcosa.

Poi guardavo anch'io, c'era solo Gatto Uno stravaccato ingloriosamente come al solito, fannullone che non è altro. Gatto Due e Gabbianessa, constatata l'assenza, Cane Squatter* non pervenuto perché non abbaiava (strano).

Poi a questo punto partiva una storia bellissima, dovuta al prolungamento del fare qualcosa da qualche parte di Gatto Altro, che mi faceva pensare che Gatto Altro, stanco di muri e di inattingibilità, fosse volato via con Gabbianessa, sopra il mare e oltre, in qualche isola dalle acque trasparenti e ricca di pesci che piacciono a tutti e due, anche se tutti e due mangiano comunque qualsiasi cosa, anche parti del Boiler Inspiegabile**.

Invece niente, la sera dopo si affacciavano dal ballatoio su mio mandato, i Gatti erano entrambi al loro posto.

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* new entry del piano di sotto, un cane di cui postulo l'esistenza perché abbaia, ma di cui non ho mai visto neanche la coda
** un boiler comparso in cortile, secondo me o è un residuo sovietico precipitato proprio qui, proprio ora o i Gatti lo stanno attrezzando come un residuo sovietico per spararsi nello spazio e diventare Felicosmonauti.

scritto da: Ekatherine alle ore 21:29 | link | commenti (1)
categorie: zoo , tomi, habitat, etilismo, gatti numerati
venerdì, 07 agosto 2009

Home is where two cats are

Anche in quest'estate nomade, pedonale, marittima ma anche montuosa, avventurosa e cinghialosa, né ligure né toscana, mi mancano (ma solo un pochino) i pomeriggi uggiosi di Tomi, o piovigginosi o ventosi, quando mi portavo avanti e indietro in treno il cappotto, quando ascoltavo l'emiliana torrini e i CCCP, quando facevo pausa dallo studio e andavo a fare spesa alla coop quadrata o guardavo i gatti dal ballatoio.

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poi c'è il problema che ultimamente quando persone nuove mi chiedono da dove vengo non so mai cosa rispondere e mi limito a esporre il tratto più recente dell'itinerario.

(quindi no, non vengo da costamezzana!)

scritto da: Ekatherine alle ore 14:08 | link | commenti
categorie: tomi, nomadismo, habitat, gatti numerati
giovedì, 06 agosto 2009

Risposte

Per i viatores che me lo hanno chiesto (ma qui siamo a massa? a carrara? a lucca? in liguria?), sorpresi dalla singolarità di chi vive al di là (o al di qua, non lo so nemmeno io) della Cisa.

"Non siamo liguri e nemmeno toscane", dice Cinzia accanto al fuoco e m'accorgo che ha ragione: ha l'occhio romanesco lampeggiante, corpo di morbidezza ciociara. Ma allora, chiedo, cosa siete? "Sannite", risponde come fosse la cosa più ovvia del mondo. "L'esercito di Roma non riusciva a domare solo due popoli italici: i Liguri apuani di queste terre e i Sanniti, tra Frosinone e il Molise. Tostissimi, irriducibili entrambi. Allora hanno pensato di deportarli, trasferendo gli uni nella terra degli altri". Chissà, mi chiedo, che la resistenza di questa gente non nasca allora. Da una ferita di duemila anni fa.


Paolo Rumiz, Appennino, il cuore segreto, da Repubblica del 3 agosto 2006.

scritto da: Ekatherine alle ore 14:57 | link | commenti
categorie: nomadismo, habitat
giovedì, 23 luglio 2009

Leaving Las Spezia

- te l'avevo detto che è bruttina Las Spezia.
- triste, sì.
- non dirlo a me. vedi quel salice piangente?
- mh.
- prima che lo trapiantassero lì, era un tronchetto della felicità.

E così sono tornata, credo brevemente, da Las Spezia. Il mostro dell'armadio, alla fine, è stato ospitato nello sgabuzzino. Penso si sia trovato bene, c'era una cassa di gutturnio e una discreta riserva di cibo. Per trasportarlo senza l'armadio ho fatto così: ho aperto il baule, ho spento le luci, mi sono allontanata fischiettando. dopo un po' ho riacceso le luci, ho chiuso il baule, sono partita. stessa cosa con lo sgabuzzino.

-

Io, nel frattempo, ho camminato, ho nuotato, ho apprezzato i sentieri liguri e mi sono persa nelle cave apuane perché gli ufi e i gatti incasinano i segnavia del CAI. Tutto questo in preparazione all'idea malsana dell'anno: fare un pezzo consistente di via francigena. considerando che la compagnia pellegrina è altrettanto miscredente e pagana, le motivazioni del folle gesto sono inspiegabili. L'Uomo Barbuto di mia conoscenza si è comunque già detto disponibile a seguire la prima tappa con l'ambulanza a passo d'uomo, come vivicittà.


scritto da: Ekatherine alle ore 22:20 | link | commenti (1)
categorie: autolesionismo, mostri, habitat, skoda
venerdì, 19 giugno 2009

Tre idee da recuperare

- seduta spiritica per contattare il Gaio Minicio M.D. (ma anche Dioscoros M.D.) e chiedergli spiegazioni (già mi immagino il dialogo: "scusi, lei aveva un ambulatorio di proprietà? e se no, a chi pagava l'affitto, a un privato o allo stato? quali titoli aveva per ricoprire il ruolo di M.D.? mi farebbe vedere le ricevute delle tasse?" altro che la sapienza degli antichi, qui ci vuole un commercialista)

- trapanazione del cranio per sconfiggere l'emicrania (chissà se la passa la mutua e se la fanno al centro cefalee)

- petizione alla regione emilia romagna per ottenere un vento regolare e fresco (in emilia, a differenza di tutti gli altri paesi civili, non c'è un vento regolare: Cf. Nori 2008)

scritto da: Ekatherine alle ore 10:03 | link | commenti (1)
categorie: insonnia, autolesionismo, tesi, habitat, papairi
venerdì, 12 giugno 2009

Fine della stagnazione del lavori patriarcali

Il patriarca Trevisanovič* mi ha incorniciato il quadro di Lenin Gobbetto seduto nel suo ufficio al cremlino (sono riuscita a leggere la didascalia), adesso la situazione è che: io devo decidere dove appenderlo (Lenin, non il patriarca), lui (il patriarca, non Lenin) deve mettermi a posto una cintura, e la signora Z. mi cucina le cotolette.

-

*: perché nei simboli disponibili dell'editor di splinder ci sono tutti i caratteri ikea (Ø, þ, ð) ma non č e ž, e devo sempre fare copia e incolla per scrivere Trevisanovič e žanabestia, sapendomi ciò briga?

scritto da: Ekatherine alle ore 14:16 | link | commenti
categorie: disservizio, habitat
giovedì, 04 giugno 2009

Haiku triplo: una giornata in casa

Breve la vita
del fungo, non conviene
affezionarsi.

-

Mi sembra Gatto
come impasto per pizza
quando sonnecchia.

-

Grufola forte
la Cosa nell'armadio,
dopo mangiato.

scritto da: Ekatherine alle ore 13:47 | link | commenti (7)
categorie: mostri, habitat, gatti numerati

"Sì, naturalmente sono un vero ranocchio, come lei stesso può vedere. Non sono né una metafora, né una citazione, né una decostruzione, né un prototipo, nessuna di queste cose complicate. Sono un ranocchio autentico. Vuole sentirmi gracidare?"

Murakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo, in Tutti i figli di dio danzano

Chi sono

Utente: Ekatherine
Caffeinomane, ex-fumatrice, non così etilista come si potrebbe pensare. Specializzanda in Cose Che Non Interessano Quasi A Nessuno, nel tempo libero subisce angherie da trenitalia, enumera gatti e viene scambiata per una russa o un'archeologa. Anche se ormai se ne è fatta una ragione, a volte continua a rimpiangere la morte del poema didascalico.

Casomai

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Cose Che Non Interessano Quasi A Nessuno
(a me sì, per dire)

1. δεν μιλάω ελληνικά
2. Traggedia
3. Ekatherine contro l'Anonimo Autore
4. How to make Kykeon
5. Papairi e papere
6. Suche!
7. Tracce di pronomi
8. L'Italiano non esiste (ma non diciamolo in giro)
9. Come convincere un elefante ad attraversare un fiume
10. Sumerità
11. Laconità
12. Il Greco non esiste (ma non diciamolo in giro)
13. Geografa sarà tua sorella
14. Tomi mon amour
15. Il paese dei Budini
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17. Questa è l'ultima volta che studio Agostino
18. Tesi: Cure truculente dell'emicrania nell'Egitto greco e romano

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