Dannate Rane...!

mercoledì, 04 novembre 2009

La ranocchia bisestile (2), varie ed eventuali

Secondo i più recenti calcoli, non sono spariti solo dieci giorni, ma tutto il mese di ottobre. Quindi, se qualcuno avesse visto il mio mese di ottobre 2009, le foglie gialle, le ultime giornate di sole, castagnate, ribolla, malinconiche passeggiate nei campi arati (se è stagione di campi arati, la è, vero?) eccetera, è pregato di mandare una mail. Grazie.

-

Varie ed eventuali:

Prima varia ed eventuale: nonostante la misteriosa scomparsa del mese di ottobre, sono riuscita a registrare anche per quest'anno l'apparizione del batuffolo di nebbia primordiale, anche se stavolta non era più nella rotonda della COOP di collecchio, era in un campo vicino alla caserma dei pompieri.

Seconda varia ed eventuale: non mi viene più in mente, credo avesse a che fare con gli autobus.

Terza varia ed eventuale: l'altro giorno ho visto il gatto delle 6.30, quello che compariva sempre alle 6.30 in via H., che trotterellava in uscita da via H., però erano le 11.45, visibilmente ingrassato e un po' spelacchiato. Si registra inoltre l'apparizione di un gatto inedito (numero d'inventario 8) sul tetto di un edificio non proprio di fronte, comunque qui vicino.

scritto da: Ekatherine alle ore 15:55 | link | commenti (1)
categorie: insonnia, tesi, disservizio, @work, habitat, gatti numerati, papairi
domenica, 09 agosto 2009

Degl'insalubri effetti del centralino alle 00.50

Mi è venuta voglia di ristudiare l'esame dei sumerini. I sumerini sono come il sudoku, sono ordinati e precisini e fanno tutto per un motivo, tutto torna e tutto si tiene. Sì, studiare l'esame dei sumerini con il pigiama verde, il caffé, le gocciole e giornate uggiose di tomi e i gatti che stanno sul davanzale per non prendere la pioggia.

C'è qualcosa di sbagliato in tutto questo.

scritto da: Ekatherine alle ore 00:53 | link | commenti (4)
categorie: insonnia, involuzionismo, sumerità
venerdì, 19 giugno 2009

Tre idee da recuperare

- seduta spiritica per contattare il Gaio Minicio M.D. (ma anche Dioscoros M.D.) e chiedergli spiegazioni (già mi immagino il dialogo: "scusi, lei aveva un ambulatorio di proprietà? e se no, a chi pagava l'affitto, a un privato o allo stato? quali titoli aveva per ricoprire il ruolo di M.D.? mi farebbe vedere le ricevute delle tasse?" altro che la sapienza degli antichi, qui ci vuole un commercialista)

- trapanazione del cranio per sconfiggere l'emicrania (chissà se la passa la mutua e se la fanno al centro cefalee)

- petizione alla regione emilia romagna per ottenere un vento regolare e fresco (in emilia, a differenza di tutti gli altri paesi civili, non c'è un vento regolare: Cf. Nori 2008)

scritto da: Ekatherine alle ore 10:03 | link | commenti (1)
categorie: insonnia, autolesionismo, tesi, habitat, papairi
lunedì, 12 gennaio 2009

Coming out

Io in linea teorica, potenzialmente, sarei anche una di quelle persone che secondo le direttive ministeriali si vergognano di dire ai figli che lavoro fanno, solo che sono ostacolata in questo mio fermo proposito da due cose non da poco.
Una, è che ad oggi non mi sono riprodotta. Allora ho provato a vergognarmi con altri soggetti più o meno animati, poi ho provato a non vergognarmi e ad affermare con baldanza la mia identità ai medesimi soggetti. Prima ho provato con la pianta di caffé, non è ancora germogliata, non mi ha dato soddisfazione. Allora ho provato coi gatti, gli ho urlato giù, in cortile, gli urlavo Lo sapete cosa faccio, io? Eh? Lo sapete? Loro niente, specialmente gatto 4 era come inebetito.
L'altra cosa, è che ad oggi non mi sono laureata. Mi posso vergognare pochissimo.

scritto da: Ekatherine alle ore 09:48 | link | commenti (3)
categorie: insonnia, @work, dontlikemondays, gatti numerati
giovedì, 18 dicembre 2008

il culatello e una terra straniera

I love deadlines.
I like the whooshing sound they make as they fly by.
(Douglas Adams)

A parte il fatto che stamattina mi stavo addormentando in piedi sul 5, volevo darvi un aggiornamento flash dall'emilia, due da tomi, aprire una rubrica non fissa, fare un paio di considerazioni varie.

Emilia
Stamattina sono andata in biblioteca civica e su un tavolino c'erano due libri: Lenin da vicino e La mastite bovina.

Tomi

A Tomi, due sono i massimi segni di barbarie: gli autobus vanno a sbutòni e c'è scarsa conoscenza del corretto uso del culatello. Per non parlare del parmigiano. Il tagliagrana, poi, è uno status symbol, lo posseggono solo i maggiorenti, e ne fanno intarsiare il manico con lapislazzuli. Alcuni lo portano al collo.
Tornando agli autobus: gli autobus vanno così a sbutòni che non ti potresti addormentare in piedi sul 5.

Rubrica non fissa: visti per voi
Stamattina sono anche tornata, dalla biblioteca civica, sono passata davanti al cinema e c'era un cartello che diceva "chi fa d'essai fa per tre".

Considerazioni
Ho fatto un calcolo. Ho trentaquattro giorni di tempo, 515 versi da tradurre, calcolando il tempo necessario ad occuparmi di Bloch, di Scatolette e la presenza di festività più o meno pagane (Sol Inuictus, Capodanno, chiusura delle mie personali celebrazioni pavèsiche e apertura di una bottiglia di dolcetto doc) sono 30 versi di traduzione al giorno. Oggi è il giorno 1, sono già indietro.

Cari saluti.

scritto da: Ekatherine alle ore 13:13 | link | commenti (3)
categorie: insonnia, autolesionismo, tomi, tram, @work, habitat
mercoledì, 08 ottobre 2008

Leaving Las Pezia

e fu sera e fu venerdì mattina, e uscii di casa alle 6:36, pertanto in ritardo di sei minuti, ed ero convinta di essere sola sulla skoda, e soprattutto di essere su una skoda, il che non è poi così scontato (la notte avevo sognato che la skoda blu rudo si trasformava in un bovghesissimo suv nevo della mevcedes mentre uscivo dal garage, davanti al quale manifestavano quelli del no dal molin, e nonostante le mie convincenti spiegazioni - signori, vi prego, siate ragionevoli, vi assicuro che questo fino a cinque secondi fa era una skoda scassata! - venivo inseguita dalla folla rischiando di investire un ignaro ciclista).

invece, imbocco lo stradello che porta alla SS 9, mi giro per pescare una pastiglia Leone (dal 1857, dice la scritta, e probabilmente anche il pacchetto che ho in macchina risale all'epoca risorgimentale) alla cannella e seduto al sedile del passeggero c'è paoloconte che armeggia col finestrino, perché non è mica obbligato a sapere che [il finestrino] è rotto da undici mesi e quindici giorni, lui [paoloconte].

per la sorpresa sbando e rischio di investire il Gatto Delle 6:30, anche lui in ritardo di sei minuti per una disgraziata coincidenza.

- mi ha spaventata. e per favore, non tiri giù il finestrino che se no resta giù e devo andare dal meccanico.
- signorina, io...
- e poi, che ci fa lei qui? dovrebbero apparirmi artisti defunti, a rigor di logica, che so, un de andré, un buckley qualsiasi... o è come padre pio, lei, che può stare contemporaneamente in tournée in francia e sulla skoda in un mattino emiliano e brumoso? che poi io, potendo scegliere, tra l'altro, mi limiterei alla francia, per quanto possa piovervi, e proprio non ---
- signorina Ekatherine, la prego, mi faccia parlare. non sono il vero paoloconte, come avrà del resto intuito. sono una proiezione del Fato e del dipartimento di Sumerità e Cose Che Avrebbe Preferito Di No (che in fondo sono la stessa cosa), e la percezione della mia forma esteriore è assai soggettiva - io fossi in lei mi farei delle domande, detto tra noi. sono su questo immondo sedile e non in francia per comunicarle che la sua necessità di mare verrà soddisfatta. Per ora si accontenti di fissare le apuane per qualche ora, poi si vedrà. Arrivederci.

(continua)

scritto da: Ekatherine alle ore 14:03 | link | commenti (5)
categorie: insonnia
martedì, 30 settembre 2008

Settembre grigio

Ieri mi recavo, come al solito, nell'ameno paesello percorrendo la SS 62, e ho visto con la coda dell'occhio un batuffolino di nebbia sul campo prima della rotonda, chiaramente la matrice, l'origine, il big bang dei prossimi sei mesi di nebbia. Il pensiero mi ha sconvolto tanto che stanotte ho sognato di fumare e mi sono svegliata terrorizzata, convintissima di aver infranto il mio buon proposito.
Ho sognato anche i gatti (c'era anche la mia, chediol'abbingloria) che facevano acrobazie sugli altrui stenditoi e l'assolata isola di Palmaria, che però non era più a Spezia e sulla quale si ergeva un massiccio dolomitico, le cui ferrate percorrevo senza tema, ma non mi hanno sconvolto così tanto.

Temo di avere bisogno di mare, ma il dip. di Sumerità e Cose Che Avrei Preferito Di No non accenna a lasciarmi andare.

scritto da: Ekatherine alle ore 16:00 | link | commenti (4)
categorie: insonnia, tabagismo, habitat
lunedì, 29 settembre 2008

Il bronzeo sig. Schmitz

io credo che mettersi a rileggere le vicende del signor Zeno Cosini, per tanti motivi, non sia stata una grande idea. però almeno alle cinque del mattino, invece del sudoku (relegato nella fascia oraria 02:30 - 03.30, rigorosamente AM), sono in compagnia di un'opera immortale della letteratura europea eccetera, che è sempre meglio di niente.

Il grosso uomo dimagrato non diede subito la sua risposta. Era un uomo di metodo e prima ci pensò lungamente. Poi con aria dottorale che gli competeva data la sua grande superiorità in argomento, mi spiegò che la mia vera malattia era il proposito e non la sigaretta. Dovevo tentare di lasciare quel vizio senza farne il proposito. In me - secondo lui - nel corso degli anni erano andate a formarsi due persone di cui una comandava e l'altra non era altro che uno schiavo il quale, non appena la sorveglianza diminuiva, contravveniva alla volontà del padrone per amore alla libertà. Bisognava perciò dargli la libertà assoluta e nello stesso tempo dovevo guardare il mio vizio in faccia come fosse nuovo e non l'avessi mai visto. Bisognava non combatterlo, ma trascurarlo e dimenticare in certo modo di abbandonarvisi volgendogli le spalle con noncuranza come a compagnia che si riconosca indegna di sé. Semplice, nevvero?
Infatti la cosa mi parve semplice. È poi vero ch'essendo riuscito con grande sforzo ad eliminare dal mio animo ogni proposito, riuscii a non fumare per varie ore, ma quando la bocca fu nettata, sentii un sapore innocente quale deve sentirlo il neonato, mi venne il desiderio di una sigaretta e quando la fumai ne ebbi il rimorso da cui rinnovai il proposito che avevo voluto abolire. Era una via più lunga, ma si arrivava alla stessa mèta.


Italo Svevo, La coscienza di Zeno, pp. 15-16 (della pessima edizione in mio possesso)


scritto da: Ekatherine alle ore 11:51 | link | commenti (5)
categorie: insonnia, sententiae, tabagismo, dontlikemondays
venerdì, 26 settembre 2008

gioco, set e partita

ieri sera stavo faticosamente arrivando verso la scheda 170 di sumerità (le ultime venti schede erano tutte bassorilievi assiri perfettamente identici tra loro tranne un piccolissimo particolare, come in un "aguzzate la vista" avanticristo, una tiara più bassa, un ricciolo della barba in più, un onagro in meno, una zampa di toro androcefalo spostata, e così via. sono impazzita) mi telefona il cuggino sr. che voleva venire a fumare la pipa a casa mia, sul mio balcone, sulla mia sdraio, ma siccome gli voglio bene glielo lascio fare, con il tacito accordo che poi mi lamento dell'odore in modo plateale così posso autoconvincermi che non ho bisogno della nicotina.

passa un quarto d'ora, non suona il citofono, niente (il cuggino sr. abita di fronte, è strano).

passano venti minuti, suona il telefono, è mio cuggino sr. che è tornato a casa sua e mi chiede, con espressioni colorite, perché non gli apro.

insomma, avevo il citofono rotto. allora ho fatto riparare il citofono, hanno ricominciato a citofonarmi le persone (tipo la pubblicità e i due cuggini Trevisanovic) e gli auctores, primo è stato Pavese che si era offeso un sacco, ho dovuto dargli una bottiglia di quel Barbera là prima di placarlo, adesso sono rimasta senza. poi mi ha citofonato Ovidio, anch'egli offeso perché quando ero via non gli aprivo per via di quegli ordini superiori. non c'era più Barbera, gli ho offerto del succo d'ananas, è andato via che era ancora arrabbiato.

Ed infine citofonommi Sargon II che voleva empiamente fondare una cittadella fortificata sul balcone, ma sul balcone c'era già mio cuggino sr. che fumava la pipa (con la finestra aperta, žanabestia, chiudi), così non gliel'ho permesso.

-

Il titolo non c'entra niente, è che prima di rendermi conto di questa cosa del citofono volevo scrivere che mia nonna ha passato gli ultimi quattro mesi a dare la caccia alle zanzare con la racchetta elettrica e adesso, a 76 anni, ha il gomito del tennista.

scritto da: Ekatherine alle ore 14:52 | link | commenti
categorie: insonnia, tabagismo, habitat, etilismo, sumerità
giovedì, 25 settembre 2008

i drammatici ecc. (3)

drammatico effetto preliminare:
ho accidentalmente cancellato il post presa dall'ansia di documentarmi sui drammatici effetti (cf. appendice) e l'ho dovuto riscrivere, ma è venuto peggio di prima.

drammatico effetto n.1:
via via che la nicotina scema dal mio organismo, la mia sintassi s'involve. ciò mi innervosisce perchè in questo periodo mi ero incaponita sul fatto di scrivere come i giapponesi tradotti da amitrano, e invece non posso più. inizio a tollerare, o peggio guardare con benevolenza, la prosa scolastica del cuggino jr., impiego alcune ore per scrivere sms di 20 parole. per il resto produco riassunti di assirità (volevo inserire, a questo punto, un giuoco di parole sulla capitale Assur e un ovvio aggettivo italiano, ma non ho idea di come fare) e didascalie, perché sto esprimendo la mia personalità prevalentemente con schizzi e disegni. e grugniti.

drammatico effetto n.2:
ecco, la personalità. avevamo grande bisogno che l'astinenza dal simpatico alcaloide tirasse fuori il lato migliore di noi, quello che tende a mordere i polpacci di chi ci passa di fianco e secondo noi ci ha guardato male (tutti) e che ci spinge a parlare al plurale come il mago otelma (quando parliamo, perché solitamente ci limitiamo a emettere laringali e digammi e, se ci sfugge qualcosa di mano, una blasfemia sommessa) (ed ecco che s'involve la sintassi e non si capisce più un kudurru), in questo periodo che nella Scala della Gioja si colloca al grado 8 (Carlo Emilio Gadda).
Per chi se lo stesse chiedendo, la Scala della Gioja funziona più o meno come quella di Mohs per i minerali (è l'unica cosa scientifica che abbia mai studiato, sapete?), solo che al posto del talco ci sono i Monty Python e al posto del diamante Cesare Pavese (non se ne abbiano a male gli estimatori di Pavese, anch'io gli voglio bene, e quest'estate, poco dopo il mio compleanno, ricordo -vagamente, a dir la verità- di aver brindato al suo centenario con una bottiglia di Barbera del 2005, lo stesso con cui tentai di risolvere le mie difficoltà geografiche qui. aneddoto: avevo lo stesso libro su cui avevo studiato la scala di Mohs al liceo e il capitolo sui minerali era l'unico da saltare per l'esame).
Ovviamente
...
Niente, avevo scritto "ovviamente" ma non mi ricordo più cosa fosse così ovvio. Ah, sì, che la scala è al contrario perché sono sarcastica. Sarcastica, anagrammato, non può formare la parola sacrestia così come credevo e la cosa mi amareggia parecchio.

drammatica appendice scientifica

documentandomi sui drammatici effetti ho scoperto che la nicotina, oltre che nel tabacco, è contenuta -sebbene in dosi modicissime- in altre solanacee di cui vado ghiotta, e mi sono chiesta se dovevo smettere anche con i peperoni (evabbè) le patate (no, dai) le melanzane e i pomodori (vi prego). poi ho pensato a come si potrebbe fare per fumare un pomodoro, ma credo sia impossibile, allo stato attuale della conoscenza scientifica.

drammatica appendice drammatica

quando mi ritrovo a fare il sudoku difficilissimo alle cinque di mattina non avendo dormito né prima né dopo, è il segno che devo immediatamente cambiare atteggiamento nei confronti dell'universo.

basta, vado a catafraggermi.

scritto da: Ekatherine alle ore 21:01 | link | commenti (5)
categorie: insonnia, autolesionismo, tabagismo

"Sì, naturalmente sono un vero ranocchio, come lei stesso può vedere. Non sono né una metafora, né una citazione, né una decostruzione, né un prototipo, nessuna di queste cose complicate. Sono un ranocchio autentico. Vuole sentirmi gracidare?"

Murakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo, in Tutti i figli di dio danzano

Chi sono

Utente: Ekatherine
Caffeinomane, ex-fumatrice, non così etilista come si potrebbe pensare. Specializzanda in Cose Che Non Interessano Quasi A Nessuno, nel tempo libero subisce angherie da trenitalia, enumera gatti e viene scambiata per una russa o un'archeologa. Anche se ormai se ne è fatta una ragione, a volte continua a rimpiangere la morte del poema didascalico.

Casomai

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Cose Che Non Interessano Quasi A Nessuno
(a me sì, per dire)

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4. How to make Kykeon
5. Papairi e papere
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7. Tracce di pronomi
8. L'Italiano non esiste (ma non diciamolo in giro)
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10. Sumerità
11. Laconità
12. Il Greco non esiste (ma non diciamolo in giro)
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17. Questa è l'ultima volta che studio Agostino
18. Tesi: Cure truculente dell'emicrania nell'Egitto greco e romano

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