Dannate Rane...!

venerdì, 06 novembre 2009

Dell'assenza di gatti, di mostri e di luce solare; oniromanzia e cetacei asburgici (post miscellaneo)

Neanche oggi ho voglia di scrivere del Gaio Minicio Valeriano perché qui è tutto grigio, non c'è il mare che dà una dignità a tutto questo spleen da grigio (qui al massimo ti viene voglia di reagire entrando in una trattoria e ordinando dell'arrosto) e non ci sono gatti, dentro l'armadio ci sono solo dei vestiti invernali, nessun cigolio, nessun segno di unghioni sul parquet (anche perché qui non c'è un parquet), niente sparizioni di speck, niente sardoni abbandonati in angoli remoti della casa.

L'unica cosa, ho sognato la neve, ora che ci penso ero a Vienna con la neve, nel vecchio ospedale (vicino c'è anche una Skodagaße), uscivo da una birreria, credo, ma avevo dimenticato gli stivali, un freddo.

Ho sognato anche che c'erano i delfini. Non a Vienna, però.

Poi, mi hanno detto, lontano da Vienna i delfini c'erano davvero.

(mi è venuto fuori un post molto più asburgico delle aspettative, il prossimo parlo di Las Spezia o dell'Egitto così bilanciamo)

scritto da: Ekatherine alle ore 16:02 | link | commenti (1)
categorie: mostri, habitat, skoda, gatti numerati, onirocritica, papairi
lunedì, 29 giugno 2009

Il mio piccolo spazio sopra la linea gotica

Stanotte ho sognato che ero in giro con alcuni amici e conoscenti e mi facevano una sorpresa: ti portiamo a vedere una chiesa monumentale, tutta restaurata! A Reggio Emilia!

Boh. Vedevo la chiesa tutta restaurata, in mattoni color sampetronio, e tutt'intorno delle gru a perdita d'occhio sull'orizzonte. c'era anche una porta della città monumentale, senza mura, con alberi altissimi tutto intorno ed una strada che si inerpicava su una collina (già lì avrei dovuto sospettare: una collina a Reggio Emilia?).

Gli altri viaggiatori si aspettavano che li guidassi, ma io non sono quasi mai stata a Reggio Emilia e di ciò un po' mi vergogno, un po' no.

Comunque alla fine entravamo a vedere questa chiesa.

Allora prima di entrare cercavo di spegnere la suoneria dei telefoni e invece delle modalità solite (normale, silenzioso, vibrazione...) venivano fuori una ad una tutte le canzoni dei CCCP e dei CSI, che si proiettavano anche su uno schermo nel guardaroba (?) della chiesa. Intanto altre persone mi facevano fretta: dai, vieni, stiamo aspettando te!

Alla fine esaurivo le canzoni dei CCCP, ne veniva fuori una degli 883. Avvilita, decidevo di non visitare la chiesa.

scritto da: Ekatherine alle ore 11:02 | link | commenti (2)
categorie: onirocritica
mercoledì, 13 maggio 2009

Oniromanzia

Ho sognato che tra me e Long John Silver, il vicino ex-pirata, c'era un'altra porta e ne uscivano per protestare due dei ricercatori del dip.

La causa della protesta era: avevo aperto la porta pensando che ci fosse un gattino che miagolava per entrare. invece era una ponga (un ratto) inseguito da Gatto Uno (una cosa che nella realtà non farebbe mai). Si creava molto trambusto in seguito al quale entravano in casa anche amici di qualcuno che gozzovigliavano e parlavano in dialetto, ridevano, io ridevo fingendo di capire e facevo anche la figura della cretina. Era veramente tardi, tra l'altro.

Io ero mortificata, perché pur non essendo responsabile del trambusto ne avrei pagato le maggiori e accademiche conseguenze, e di questo si rendevano conto i due chiarissimi, il più pelato dei quali per sdrammatizzare diceva: "tranquilla: il vero problema di questa casa è che non ci sono abbastanza alcolici"

-

Nella realtà, invece, ho questo dilemma morale. Trovandomi negli Esotici Dintorni di Tomi, mi è capitato di fumare il narghilé, e adesso non so se tenere qui di fianco la scritta ex fumatrice o ricominciare daccapo il conto dei giorni di non tabagismo (nel caso, sarebbero domenica, lunedì, martedì e oggi).

-

Informazione che gioverà senz'altro ai lettori: a quanto pare sarde, sardine, sardelle sono la stessa cosa.

scritto da: Ekatherine alle ore 17:24 | link | commenti (1)
categorie: tomi, tabagismo, habitat, etilismo, gatti numerati, onirocritica
martedì, 14 aprile 2009

Punto della situazione (2): stagnazione dei lavori patriarcali, la scoliosi di Lenin, Varna.

Durante la santapasqua ho constatato che le rose del patriarca Trevisanovic attraversano un periodo di crisi, e così l'alloro. Inspiegabilmente, Trevisanovic ha rifiutato la mia proposta di diversificare la produzione ed allagare una delle tre aiuole per impiantare una coltura sperimentale di papiro con il limo del baganza. Si rifiuta anche di incorniciare la pergamena di laurea del cugino ed il busto di Lenin un po' gobbo, tempera (?) su cartone scadente (?), che il cugino mi portò l'estate scorsa da Varna insieme al magnete da frigo recante la scritta "Magnetic Bulgaria". Dice che aspetta che ci sia bel tempo, non Lenin, il Trevisanovic. L'unica cosa, ha messo a posto la bici di mio padre, che però va via storto anche con la bici aggiustata.

Tra l'altro, traducendo articoli bronzei e sepulkralfundici, ho scoperto questo: Varna null'altro è se non Odessos, colonia milesia, che fa parte della pontica pentapoli insieme a Tomi. Non so esattamente quale sia il significato e la portata di tutto ciò, né tantomeno che rapporto ci sia tra il mio esilio a Tomi, il soggiorno scita del cugino e la scoliosi di Lenin, ma questa è una di quelle scoperte che ti fa dire "a-ha!".

-

In tali circostanze, neppure il mio karma migliora. Me ne sono accorta perché dopo un periodo di oniroconfusione semplice ho ripreso a fare incubi talora angoscianti, talora premonitori di tabagismo. il peggiore conteneva: sbaglio di autobus, premonizione di tabagismo altrui*, negozio colmo di hello kitty deformi, gatto bianco di incerta provenienza. Temo che manchi poco alla prossima partenza. quando al dip. di Cose Che Non Interessano Quasi A Nessuno si accorgeranno della deprecabile situazione del mio karma e della mia attività onirica - e se ne accorgeranno presto - so già che troverò nella casella della posta un foglio di papiro, avvolto con il margine destro all'interno, il sinistro ripiegato per protezione, schiacciato e legato con una fibra, l'indirizzo scritto ordinatamente con un pennarello nero a punta fine, e all'interno del rotolino altra grafia ordinata ed un biglietto del treno per Tomi. seconda classe, tariffa regionale.

che sforsòn, direbbe Trevisanovic.

scritto da: Ekatherine alle ore 12:56 | link | commenti (3)
categorie: tomi, tabagismo, nostoi, onirocritica, papairi
giovedì, 11 dicembre 2008

Più sveviana di Svevo (2)

Ho sognato che ero alla festa di laurea del cugino Trevisanovic, e i suoi amici (che non conosco) m'inducevano a fumare. Maledicendomi per la mia dabbenaggine, guardavo nel pacchetto: non riuscivo a contare le sigarette, ma era pieno per meno di metà. Allora dicevo, tra me e me: tanto vale che finisca il pacchetto e poi smetta di nuovo.

-

Mi trovavo così, con l'ultima sigaretta del pacchetto, nel tinello del patriarca Trevisanovic, in un pomeriggio un po' cupo ma estivo. L'accendevo (cosa che nella realtà viene proibita con estrema severità e ferocia), entrava la signora Z.

- non ti preoccupare, ché è l'ultima.
- bene. e dimmi, che lavoro fa quel signore?
- commercia in vernici per barche. (1) (2)
- ottimo, ottimo.

fin.

-

(1) Italo Svevo (al secolo il Bronzeo Sig. Schmitz) di lavoro dirigeva la ditta di vernici per barche di suo suocero (il sig. Veneziani), che credo esista ancora adesso (la ditta, non il suocero, ça va sans dire).
(2) La cosa inquietante è che io ho letto questa informazione, rimuovendola immediatamente, almeno due mesi fa, e non mi ero resa conto della patente svevianità del sogno finché non mi è stato fatto notare da una terza parte (terza rispetto a me e al Bronzeo Sig. Schmitz).

scritto da: Ekatherine alle ore 19:09 | link | commenti (3)
categorie: tabagismo, onirocritica
mercoledì, 10 dicembre 2008

Un altro sogno della signora Z.

"Stanotte ho sognato che andavo con uno di quei motorini che ci sono adesso..., uno scooter, in borgo del parmigianino, prendevo una multa."

scritto da: Ekatherine alle ore 13:05 | link | commenti (1)
categorie: onirocritica
martedì, 18 novembre 2008

Più surrealista di Magritte (l'ombrello di mia zia e un'altra cosa che non c'entra nulla)

stanotte la signora Z. ha fatto questo sogno:
stanotte ho sognato che litigavo con zia T. perché voleva far lavare a secco l'ombrello in lavanderia.

(disclaimer: i più feroci tra voi avranno notato che in questo post c'era una virgola tra soggetto e verbo. si assicura che la virgola era rimasta lì da una precedente stesura in cui la signora Z. veniva meglio definita con un "virgola, mia nonna, virgola"). nessuno si chieda perché allora non sono rimaste due virgole.

-

il signor C. si alzò dalla sedia dopo pranzo e si mise il cappotto, perché doveva andare a un convegno in sostituzione del noto medico S. e perché faceva un discreto freddo. Allora prendo la macchina, disse. Prendo la macchina perché fa freddo e rischia di piovere. E siccome rischia di piovere e fa freddo prendo la macchina e anche l'ombrello. L'ombrello, la macchina -  il signor T. si tastò le tasche del cappotto - E la banana?

Il signor C. guardò l'orologio.

No. La banana no.
 
Il signor C. prese la banana dalla tasca del cappotto e la ripose nel portafrutta.

scritto da: Ekatherine alle ore 14:56 | link | commenti (3)
categorie: habitat, onirocritica
domenica, 16 novembre 2008

Più sveviana di Svevo (esercizi di stile e di detabagizzazione).

Venerdì sera erano due mesi esatti che non fumavo e alle sei mi hanno fatto arrabbiare.

Poi sono andata a sbronzarmi con l'insj. et al. e gli ho detto che mi avevano fatto arrabbiare in questa data significativa e tuttavia non volevo fumare, era una cosa bellissima e mai provata.

Poi mi sono addormentata e ho sognato che mi facevano arrabbiare e dopo due mesi mi rimettevo a fumare, invece.

Mi sono svegliata che ero arrabbiata perché avevo fumato dopo due mesi, invece era un sogno.

Allora mi sono arrabbiata perché, facendomi arrabbiare, quelli che m'han fatto arrabbiare mi hanno indotta a fumare (sebbene oniricamente) dopo due mesi che non fumavo, anche se non avevo voglia di fumare.

scritto da: Ekatherine alle ore 15:08 | link | commenti (3)
categorie: tabagismo, onirocritica

"Sì, naturalmente sono un vero ranocchio, come lei stesso può vedere. Non sono né una metafora, né una citazione, né una decostruzione, né un prototipo, nessuna di queste cose complicate. Sono un ranocchio autentico. Vuole sentirmi gracidare?"

Murakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo, in Tutti i figli di dio danzano

Chi sono

Utente: Ekatherine
Caffeinomane, ex-fumatrice, non così etilista come si potrebbe pensare. Specializzanda in Cose Che Non Interessano Quasi A Nessuno, nel tempo libero subisce angherie da trenitalia, enumera gatti e viene scambiata per una russa o un'archeologa. Anche se ormai se ne è fatta una ragione, a volte continua a rimpiangere la morte del poema didascalico.

Casomai

ekatherine.vst (at) gmail.com

Flickr

www.flickr.com
sweet.jane's items Go to sweet.jane's photostream

Cose Che Non Interessano Quasi A Nessuno
(a me sì, per dire)

1. δεν μιλάω ελληνικά
2. Traggedia
3. Ekatherine contro l'Anonimo Autore
4. How to make Kykeon
5. Papairi e papere
6. Suche!
7. Tracce di pronomi
8. L'Italiano non esiste (ma non diciamolo in giro)
9. Come convincere un elefante ad attraversare un fiume
10. Sumerità
11. Laconità
12. Il Greco non esiste (ma non diciamolo in giro)
13. Geografa sarà tua sorella
14. Tomi mon amour
15. Il paese dei Budini
16. PersiKo!
17. Questa è l'ultima volta che studio Agostino
18. Tesi: Cure truculente dell'emicrania nell'Egitto greco e romano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte